BACIATI DAL SOLE, PROTETTI DAI FILTRI. CHIMICI O FISICI?

È ufficialmente ESTATE nell’emisfero boreale.
I raggi del sole cadono perpendicolari al Tropico del Cancro, le ore di luce iniziano lentamente a diminuire, ci prepariamo a vivere la stagione più calda dell’anno, associata da sempre al buonumore, alle vacanze, al sole, al mare e alla loro diretta conseguenza: l’abbronzatura.



Ma perchè ci abbronziamo?
Quando i raggi del sole (in particolare gli ultravioletti) colpiscono la nostra pelle, stimolano la produzione di melanina, un pigmento in grado di proteggerla dagli effetti nocivi dei raggi stessi.
Si parla di PROTEZIONE dai raggi ultravioletti perchè, nonostante i raggi UV abbiano effetti benefici sul nostro corpo (basti pensare alla sintesi di vit.D per le nostre ossa), purtroppo provocano danni molecolari alle cellule sia a breve termine (scottature e ustioni) che a lungo termine (invecchiamento precoce, melanomi, carcinomi ecc…).

Ma procediamo per gradi: Cosa sono i raggi ultravioletti?
La radiazione ultravioletta è una parte dello spettro della radiazione solare.
Il Sole emette energia radiante, generata da reazioni di fusione termonucleare che producono radiazioni elettromagnetiche a varie lunghezze d’onda. Queste radiazioni elettromagnetiche si propagano nello spazio trasportando energia e si dividono in:

RADIAZIONI INFRAROSSE con lunghezze d’onda comprese tra 700 nm e 1 micron. Sono invisibili e sono responsabili del calore.

SPETTRO VISIBILE con lunghezza d’onda 390-700 nm, rappresenta lo spettro elettromagnetico che cade tra il rosso e il violetto. Dà vita al fenomeno della luce visibile e dei colori che conosciamo.

RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE con lunghezze d’onda comprese tra i 100 e i 400 nm.
Sono invisibili e dividono in 3 categorie:

  • UV-A (315 – 400 nm) radiazione a onde lunghe. Riesce a penetrare in profondità nel derma, dove viene assorbita, ed è responsabile dell’invecchiamento della nostra pelle e dei danni a lungo termine del dna cellulare e mitocondriale.
  • UV-B (280 – 315 nm) radiazione a onde medie. Interagisce con la superficie della nostra pelle e può determinare scottature, eritemi, vasodilatazione e i tanto temuti melanomi.
  • UV-C (100 – 280 nm) radiazione a onde corte, poco citata. È la radiazione UV più pericolosa, ma viene bloccata nell’atmosfera dallo strato di ozono, per cui ne siamo naturalmente schermati. 

Per quanto amiate il sole, il mare e l’abbronzatura, quindi, tenete sempre a mente che è necessario proteggersi dai raggi solari, anche se avete la pelle scura o già abbronzata, perchè la sola abbronzatura non protegge il nostro corpo dall’attività dei raggi ultravioletti, di anno in anno sempre più violenti, che creano alterazioni a livello cellulare e che innescano una serie di reazioni collaterali come la formazione di radicali liberi e mutazioni del dna.

LE CREME SOLARI

Per arginare l’impatto della radiazione solare a livello cutaneo sono stati creati i filtri solari, che distinguiamo in due tipi: filtri fisici  (FF) o inorganici e filtri chimici (FC) o organici.

FILTRI FISICI

I FF sono detti anche “schermi fisici” perchè letteralmente schermano i raggi, riflettendo la radiazione luminosa ed impedendo che attraversi la pelle. I più importanti e utilizzati sono l’ossido di zinco, che fornisce una protezione ad ampio spettro, soprattutto sugli UV-A (la concentrazione massima consentita in formula è al 25%), e il biossido di titanio che protegge particolarmente dai raggi UV-B.
Altri filtri fisici sono caolino, ossido e biossido di silicio, ossido di magnesio. 

Esistono controversie sulla sicurezza dei filtri fisici e sulla loro capacità protettiva: questi filtri possono trovarsi in forma micronizzata o in nanoparticelle; queste ultime rappresentano la forma più performante, rendono il solare meno pastoso e l’applicazione più confortevole, tuttavia possono facilmente essere assorbiti dalla pelle ed entrare in circolo nell’organismo. La comunità scientifica, ad oggi, non conosce gli effetti del bioaccumulo di nanoparticelle, quindi E’ SCONSIGLIATO L’ACQUISTO DI SOLARI CON FILTRI FISICI IN FORMA NANO (nell’inci è riportata la forma).
Altra criticità legata ai filtri fisici riguarda la formazione di radicali liberi: i filtri fisici, da soli, non contrastano la formazione di radicali liberi che, quindi, per essere funzionali devono essere accompagnati in formula da antiossidanti, come la vitamina E, la Vitamina C, il gamma orizanolo, i polifenoli, i flavonoidi di molte piante sotto forma di estratti come il rosmarino, il biancospino, il mirtillo, il cardo mariano e l’olivo.



FILTRI CHIMICI


I FC, invece, sono molecole di sintesi che catturano la radiazione UV e la convertono, prevalentemente in calore; quindi convertono l’energia elettromagnetica in energia termica.
Si distinguono in due sottocategorie in funzione della loro stabilità in presenza della radiazione luminosa.  Avremo così:

  • FC foto-stabili, che dopo aver assorbito la radiazione UV tendono a gestire quest’energia trasferendola all’ambiente sottoforma di altra radiazione oppure di calore, ma fondamentalmente ritornano allo stato iniziale.
  • FC foto-instabili che assorbono comunque la radiazione ma mutano e non tornano più allo stato iniziale. I FC foto-instabili tendono a deteriorarsi e a dare origine a una serie di reazioni collaterali. Possono a volte perdere la capacità protettiva e dare vita a prodotti di degradazione non sempre innocui.

    Importante, dunque, è scegliere filtri chimici STABILI.

FILTRI CHIMICI STABILI:
Diethylamino Hydroxybenzoyl Hexyl Benzoate (UV-A ad ampio spettro);
Diethylhexyl Butamido Triazone (UV-A);
Disodium Phenyl Dibenzimidazole Tetrasulfonate (UVA);
Drometrizole Trisiloxane (UV-B e parte UV-A);
Ethylhexyl Triazone (UV-B);
Mexoryl: Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac = Mexoryl SX (UV-A) Drometrizole Trisiloxane = Mexoryl XL (UV-B)  
Octocrylene (UV-B)
Octyl methoxycinnamate = ethylhexyl methoxycinnamate (UV-B). Da solo è fotostabile, ma se in co-presenza, destabilizza l’avobenzone. Si ristabilizza il tutto se sono presenti Octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb;
Polysilicone-15 (Parsol) (UV-B);

Tinosorb: Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine = Tinosorb S (UV-A e UV-B) – Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol = Tinosorb M (UV-A e UV-B), si comporta come gli schermi fisici, riflettendo le radiazioni);

FILTRI CHIMICI NON FOTOSTABILI:
– Butyl Methoxydibenzoylmethane o Avobenzone (UV-A e parte UV-B);
– Ethylhexyl Salycilate, si trova anche come Octyl Salicylate (UV-B).
Si stabilizza in co-presenza con Ethylhexyl Triazone, Tinosorb M o S, Octocrylene, o Mexoryl;

FILTRI CHIMICI sotto osservazione per possibile tossicità o attività ormonale:
– 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC) (UV-B parziale UV-A) stabile ma probabilmente tossico, è consentito il suo utilizzo fino a un massimo del 4% nei prodotti ad uso topico. Da evitare se presente in prodotti spray, aerosol, prodotti ingeribili come stick labbra e rossetti;
Benzophenone-3 (Bp-3) – Ossibenzone;
Homosalate (HMS);
Isoamyl p-Methoxycinnamate (UV-B): possibile penetrazione transdermica, può causare irritazione alla pelle ed allergie da contatto;
Octyl-Methoxycinnamate (OMC), sicuro se in co-presenza con Ethylhexyl Triazone, Tinosorb M o S, Octocrylene, o Mexoryl;
Octyldimethyl-PABA (OD-PABA);
– PEG-25 PABA (UV-B): possibilmente rischioso per la salute umana;
– Polyacrylamidomethyl Benzylidene Camphor (UV-B): possibilmente rischioso per la salute;

Fonte su FF: Forum di Lola


Come scegliere quindi un solare?
I solari in commercio sono caratterizzati dalla presenza di un numero che indica la capacità protettiva: L’ SPF (sun protection factor). Per capacità protettiva si intende l’intervallo di tempo in cui è possibile restare al sole prima di iniziare a scottarsi. Maggiore è l’spf, maggiore sarà la protezione. L’spf utilizza un marcatore biologico variabile, l’eritema, che è funzione dell’irradianza ultravioletta che raggiunge la pelle.

Si avrà quindi:
PROTEZIONE BASSA (SPF 6-10)
PROTEZIONE MEDIA (SPF 15-25)
PROTEZIONE ALTA (SPF 30-50)
PROTEZIONE MOLTO ALTA (SPF 50+)

Nella scelta del solare più adatto alle nostre esigenze concorrono vari fattori come: il fototipo, l’intensità dei raggi UV nel luogo di esposizione e l’ora di esposizione.

Classificazione dei fototipi:

  • FOTOTIPO 1: pelle molto chiara e sensibile, con scarsa quantità di melanina e presenza di efelidi (lentiggini). Capelli rossi o biondi e occhi chiari.  
  • FOTOTIPO 2: pelle chiara con poca melanina, occhi chiari e capelli biondo scuro o castano. 
  • FOTOTIPO 3: è la carnagione tipica mediterranea, con pelle non troppo chiara, ricca di melanina, occhi e capelli castani o bruni. 
  • FOTOTIPO 4: con carnagione olivastra e capelli ed occhi scuri. 
  • FOTOTIPO 5: tipico delle popolazioni tropicali con pelle, occhi e capelli molto scuri. 
  • FOTOTIPO 6: etnia negroide con pelle nera, occhi e capelli neri. Parliamo di una carnagione che resta inalterata dopo l’esposizione solare ma che va comunque protetta, almeno con protezione bassa.

Nonostante ogni fototipo voglia un spf o combinazione di spf differenti, personalmente consiglio sempre di proteggere la propria pelle con creme solari ad alta o altissima protezione. Il numero legato all’spf indica, infatti, quantità di radiazione solare filtrata dal prodotto: spf 50 lascia passare massimo 1/50 di radiazione solare (il 2%), ne ferma quindi il 98%; l’spf 30 lascia passare massimo 1/30 di radiazione, fermandone quindi più del 97%; l’spf 15 ferma invece il 93% della radiazione solare.
Se si considera la % di radiazione solare schermata, la differenza tra i vari spf appare minima, tuttavia in funzione dell’eritema, un cosmetico con spf 30 protegge dalle scottature due volte più di un cosmetico con spf 15, mentre la protezione massima è rappresentata dall’spf 50+ semplicemente perchè non esiste schermo totale (infatti è illegale riportare in etichetta diciture fuorvianti come “protezione totale” o “schermo totale”).


Qualunque sia il vostro fototipo, tenete a mente alcune raccomandazioni:

  • la quantità giusta di crema solare è 2 mg su cm2, quindi diciamo che occorrono circa 35 ml di crema per proteggere tutto il corpo di un adulto.
  • la crema va applicata almeno 30 minuti prima dell’esposizione solare e PIU’ VOLTE NEL CORSO DELLA GIORNATA, certamente dopo bagni a mare e docce e comunque ogni 2-3 ore.
  • Ricordate di applicare sempre la protezione 50+ su nei, cicatrici, macchie e tatuaggi.
  • Evitate l’esposizione nelle ore più calde della giornata (dalle 11:30 alle 16:30) durante le quali preferite l’ombra e indossate almeno un cappello.
  • Rispettate tassativamente il PAO delle creme solari. Trascorso il pao la crema solare va buttata o riciclata:  i filtri avranno perso la loro capacità protettiva.

Circola tutt’ora la credenza che i filtri fisici siano “minerali”, “naturali”, e che quindi il solare eco-bio sia quello formulato con soli filtri fisici. Questa affermazione è vera solo se consideriamo la presenza o meno di una certificazione ma, ad oggi, un solare eco-bio nel senso profondamente etico del termine, NON ESISTE: i filtri fisici devono subire una serie di trasformazioni chimiche, inoltre da alcuni studi è emerso che, seppur in maniera inferiore rispetto ai filtri chimici, ANCHE I FILTRI FISICI INQUINANO I MARI.

La protezione più sicura ed ecologica è quella data dai luoghi chiusi e dai vestiti (in Australia si stanno attrezzando in merito, con l’abbigliamento “da mare” ), tuttavia ci rendiamo conto che ad oggi è impensabile trascorrere l’estate chiusi in casa o completamente vestiti, quindi è necessario un prodotto specifico per esporsi al sole in sicurezza.

Ho scritto questo articolo per guidarvi nella scelta della protezione migliore da acquistare, sulla base di queste informazioni e delle vostre esigenze. Il sole è pericoloso, quindi scegliete pure il solare che vi garantisce maggiore sicurezza.
Il
nostro consiglio è quello di evitare solari con FF presenti in forma di nanoparticelle e con FC non fotostabili.

CREME SOLARI CONSIGLIATE SU ORUBC:

  • FF: Laboratoires de Biarritz – Alga Maris
    Alga Maris è la linea di solari di Laboratoires De Biarritz testata sui surfisti e formulata esclusivamente con filtri fisici micronizzati. Si spalma facilmente, lascia una patina bianca ma sottile e quasi  trasparente, facile da rimuovere. 
    Beauty tip* non è il caso degli Alga Maris, ma per rimuovere con facilità le creme con filtri fisici molto pastosi, viconsiglio di massaggiare un olio sulla pelle e poi lavare tutto via con un sapone solido o liquido.
  • FC Alkemilla
    Quelli Alkemilla sono i nostri solari preferiti tra quelli formulati esclusivamente con filtri chimici stabili. Si spalmano con estrema facilità, proteggono benissimo anche le pelli più delicate, come quelle dei bambini, e hanno un ottimo profumo. Sono inoltre presenti in vari formati e formule (spray, crema, stick, olio).
  • FM (filtri misti – formula con filtri sia chimici che fisici) Bioearth
    In particolare promuoviamo la versione spray, assolutamente impalpabile. Non unge, non appiccica e non lascia alcuna scia. Ha un odore quasi impercettibile e protegge benissimo. Ottima tutta la linea di solari. 

 

Spero di esservi stata utile con questo articolo. 
Buone vacanze,

Ross

Rossella Giaquinto

La Natura non è un posto da visitare, è casa nostra. (G.Snyder)
Rossella Giaquinto
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