LA REGINA VICTORIA

A cura di Yasmin Hadjeres

Oggi vi porto in Inghilterra, e mi accingo a parlarvi di uno dei personaggi più influenti della storia in assoluto, Europea e mondiale. Sto parlando della REGINA VITTORIA.

UN PO’ DI STORIA
Alexandrina Victoria nasce a Londra nel 24 Maggio 1819, figlia del principe Edoardo, quarto figlio del Re Giorgio III, e della principessa tedesca Vittoria di Sassonia-Coburgo- Saalfeld. Il matrimonio fra i 2 avvenne quando il principe aveva 50 anni, rimasto vedovo della sua prima moglie, e morta la sua unica figlia, Carlotta.
Fin dalla nascita, la piccola Vittoria veniva chiamata “Sua Altezza reale Principessa Victoria di Kent” ma meno formalmente “Drina” da Alexandrina, il suo primo nome.
Essendo suo padre il quarto figlio, Victoria era la quinta in linea di successione al trono, dopo suo nonno Giorgio III, Re in carica, i due fratelli del padre, che non riuscirono ad avere eredi, e il padre stesso. Solo eventi molto improbabili l’avrebbero portata a ricoprire la carica quindi, anche se non si è esperti di reali si riesce a dedurlo.
Ebbene! Il padre di Vittoria, il principe Edoardo, morì di polmonite quando lei aveva un anno, nel 1820. (Fuori 1)
Suo nonno Giorgio III morì meno di una settimana dopo il figlio, di pazzia (Fuori 2).

A quel punto, la vita e l’educazione di Drina furono affidate alla madre, mentre il suo vecchio zio diventava il nuovo Re, con il nome di Giorgio IV.
Drina venne cresciuta fuori da Londra, a Kengsinton Park, dove le fu insegnato prevalentemente il tedesco (questi veramente non pensavano che sarebbe diventata regina tsé!Il tedesco prima dell’inglese!) , ma ovviamente anche l’inglese in seguito, l’italiano, il latino e il francese. Crebbe con la sua governante preferita Louise Lehzen, che la seguì anche nel suo futuro da regina, per un periodo.
Gli anni di Kengsinton furono malinconici e tristi, la madre infatti la teneva lontana dai suoi coetanei e dalle corti, preservandola da quasi qualsiasi contatto. Crebbe quindi della tensione tra le due, acuita dal fatto che Drina non sopportava crescendo l’influenza di Sir John Conroy, confidente e consigliere della madre, da molti ritenuto anche l’amante.

Quando Giorgio IV morì (fuori 3), salì al potere l’altro suo zio, col nome di Guglielmo IV. Non avendo neanche lui figli, prese come erede diretta Alexandrina, e con un regency Act nel 1831 si proclamò che in caso di premorienza del Re (di questo passo…) Victoria sarebbe ascesa al trono con la reggenza di sua madre fino alla maggiore età. Neanche Guglielmo apprezzava però le capacità della cognata, tanto che dichiarò che avrebbe provato a vivere fino ai 18 anni di Drina per evitare una reggenza.

Intanto nel 1836 Alexandrina aveva 16 anni, e con l’interessamento di suo zio materno il Re di Belgio Leopoldo I incontrò suo cugino di primo grado Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, per una conoscenza pre- eventuale fidanzamento.
Non c’era ancora un reale interesse nei due giovani l’uno per l’altro, e Alberto non era visto benissimo come pretendente, essendo un principe minore. Ma andiamo avanti e vedrete…

Nel 1837, Drina aveva appena compiuto 18 anni quando suo zio Guglielmo IV muore, facendola diventare regina (per un pelo si evita la reggenza, è stato di parola!) Tra i suoi primi atti la mattina in cui successe, ci fu la presa del nome “Vittoria” e l’inizio dell’estromissione della madre dalla sua nuova vita di regina (E non perde tempo eh!).
Da subito iniziò uno stretto rapporto con il leader del partito di maggioranza in Parlamento, i Whig, il carismatico Lord Melbourne, nel quale Vittoria, comunque molto inesperta, trovò la figura di un padre, di un mentore e consigliere. Il sodalizio era così stretto da far circolare voci di un’infatuazione della regina, ovviamente infondate.

Fu incoronata il 28 Giugno 1838 e fu la prima sovrana in assoluto a risiedere a Buckingham Palace.

 

 

La ventata di aria fresca che portò una giovane ragazza sovrana si estinse ben presto quando iniziarono a circolare voci di una presunta gravidanza di una delle dame della madre Lady Flora Hastings, da parte di Conroy, il consigliere. Voci che Victoria, con Melbourne appoggiò facendo controllare Lady Flora, nel tentativo di sbarazzarsi di Conroy che odiava. Flora era però vergine dalle visite, e l’ingrossamento era infatti un tumore, del quale morì subito. Ci fu quindi uno scandalo, guidato da Conroy e dai tory, il partito opposto ai Whigs di Melbourne, con una fortissima campagna stampa denigratoria nei confronti di Victoria, che veniva chiamata “Mrs Melbourne”.
Tra questo malcontento e la crescita di popolarità dei Tory, Melbourne si dovette dimettere poco dopo. Dovette però ritornare (fonti dicono che Victoria l’abbia fatto di proposito) perché la regina creò una “Bedchamber crisis” che non permise al successore, Sir Robert Peel del partito Tory, di formare un governo. La crisi avvenne perché Victoria sosteneva di voler andare contro la consuetudine che le persone e dame di compagnia della regina venissero scelte dal primo ministro e dal partito, perché l’entourage reale doveva essere in linea col governo.
In questo stallo, Melbourne riprese dunque le sue funzioni, per la gioia di Victoria.

Intanto a livello personale, Victoria era sempre più distante nei confronti della madre, che aveva confinato in un’ala di Buckingham palace nella quale non si recava mai. Da molte lettere e diari veniva addirittura definita “un tormento”.
Ciò nonostante, anche se Victoria l’aveva momentaneamente perso di vista come obiettivo, iniziava a diventare imponente la questione di un suo matrimonio, e iniziò a ricevere di buon grado le visite dei parenti di sua madre, i Sassonia-Coburgo-Gotha.
Era passato del tempo da quando si erano visti sedicenni, e anche se ci fu una tensione iniziale, soprattutto da parte di Victoria che all’inizio considerava Alberto “freddo e arrogante”, iniziò inaspettatamente una bellissima corrispondenza nella quale fiorì un forte sentimento da parte di entrambi.
I due si sposarono quindi per amore il 10 Febbraio 1840 a St James Palace, cosa assai rara nei matrimoni reali, che per il mio parere personale, li rende una delle più belle coppie della storia.
Alberto non fu molto amato dalla società inglese all’inizio, la sua freddezza tedesca era anche timidezza, e le sue origini venivano schernite dalla stampa.

Piano piano, siccome aveva grande intelligenza ed un’ottima educazione, diventò però un vero e proprio mentore e consigliere per la moglie, grazie alla fiducia reciproca, soppiantando Lehzen. Non gli fu mai stata data pari dignità nobiliare però, era infatti conosciuto come “principe consorte”.
Una chicca interessante: Victoria face fare ricerche su Alberto, per stabilire qual era il suo cognome, non ben chiarito da Sassonia-Coburgo-Gotha. Venne fuori che era “Wettin”, inglesizzato da Giorgio V nel 1917 in “Windsor” (i reali odierni insomma). Facendo i conti, tra la metà tedesca di Victoria e Alberto, la tanto british famiglia reale che ci ritroviamo oggi è in realtà al 75% tedesca!!

La loro prima figlia nacque già nel 21 Novembre 1840, e fu chiamata Victoria (che originalità). Dopo di lei, nacquero altri 8 figli, Edward, Alice, Alfred, Elena, Luisa, Arthur, Leopold e Beatrice. Un matrimonio decisamente felice.

A quel punto Alberto aveva rimpiazzato chiunque su molti fronti, persino Lord Melbourne, che quando perse le elezioni, venne sostituito da Robert Peel dei Tory, senza crisi stavolta.

A periodi purtroppo Victoria diventava impopolare per un motivo o per un altro: subì infatti numerosi attentati, uno nel 1840, incinta, e ben 3 nel 1842. Erano anche frutto delle ondate di organizzazioni socio-politiche, come il Cartismo. Ne subì altri 3 nel corso della sua vita.
Tra numerosi problemi politici, iniziò qui però il vero periodo fiorente dell’epoca Vittoriana, fatto di innovazioni, progresso e lungimiranza, sia di Alberto, che era sempre molto presente in Parlamento a discutere leggi, che di Victoria. Un sodalizio che promosse e portò avanti grandi progetti, come quello delle ferrovie, il mantenimento di ottimi rapporti diplomatici tra Inghilterra e Francia (due paesi costantemente rivali), la prima esposizione universale nel 1851 a Londra, numerose iniziative caritatevoli, e una notevole spinta alla cultura con la creazione di moltissimi edifici che ancora oggi sono al centro della scena culturale mondiale, come la Royal Albert Hall e Il Victoria& Albert Museum.
Nel 1861, moriva la madre della regina, con la quale Victoria si era finalmente riconciliata grazie sempre ad Alberto, che si adoperò per risollevare la moglie che era già stata colpita da episodi di isteria negli ultimi anni, nonostante fosse lui stesso ormai, malato di cancro allo stomaco.
Complice lo scandalo del loro figlio il principe di Galles, coinvolto in un’amore scandaloso con un’attrice, e la morte dei suoi cugini, la salute di Alberto si indebolì ulteriormente nei mesi successivi. Al cancro sopraggiunsero anche una febbre tifoide e una congestione polmonare, che lo condussero alla morte, il 14 Dicembre 1861.

Victoria ne rimarrà profondamente sconvolta e per il resto della vita rimarrà sempre a lutto, indossando abiti neri fino alla fine, cessando di apparire in pubblico e di frequentare Londra, cosa che indebolì l’immagine della monarchia.
Svolgeva comunque i suoi doveri costituzionali a distanza, trascorrendo la maggior parte del tempo nelle residenze di campagna tra Balmoral e Osborne House, con poche persone fidate.
Intanto, il suo isolamento si rifletteva nella società che era travagliata dallo scontro tra oppositori e sostenitori del Reform Act del 1867, il progetto di estensione del diritto di voto alla classe operaia, che però venne approvata.

Facendo un salto in avanti (vi risparmio: altri attentati, governi, leggi, rapporti con i suoi imperi coloniali etc che però sono interessanti se intendete approfondire la figura di Victoria)
Nel 1887, il regno festeggiava il Golden Jubilee, i 50 anni di regno, e nel 1896 già superava qualsiasi monarca inglese e britannico in quanto a longevità sul trono, festeggiando poi nel 1897 il Diamond Jubilee, 60 anni, i cui festeggiamenti furono estesi questa volta a tutto l’immenso impero. È cosa nota che ultimamente è stata superata da Elisabetta II.

Verso la fine della sua vita Victoria era minata dei reumatismi, dovendo stare su una sedia a rotelle, ed era spesso confusa. Morì il 22 Gennaio 1901, dopo un regno di 63 anni e 7 mesi.
Uno dei più longevi, influenti e progressisti a cui si è mai assistito, che ha posto le basi per gli assetti moderni di oggi con numerose riforme, economiche, politiche e culturali, e l’assetto di conformazione di aumento di potere della Camera dei Comuni a scapito della Camera dei Lord e della monarchia stessa, cosa che ha influenzato altri stati monarchici europei.
La maggior parte delle casate reali vive oggi, discendono dai lei direttamente.

Ma ora basta storia, e passiamo al costume e al beauty!

 

L’epoca vittoriana come potete immaginare è ricchissima, ha anche attraversato più fasi, che seguivano quelle della vita della sua regina.
All’inizio, con la gioventù della regina fu più luminosa, per poi diventare più cupa negli anni della “vedovanza”, forse i più noti ai più. Tutto il periodo è comunque caratterizzato da rigore e sobrietà, cosa che si accentua nel periodo della vedovanza, nel quale a seguito della regina, i colori scuri e in particolare il nero sono i più caratteristici nell’abbigliamento.
Vedrete che non c’è, rispetto ad altre sovrane o personaggi, una vera e propria “routine” di Victoria. Quella della sua epoca la rispecchia e da lei, fino alla corte, passando per i ceti più borghesi, avevano le stesse abitudini, che data la sobrietà e la semplicità, erano abbastanza alla portata di tutte.

 

PELLE
La pelle doveva essere rigorosamente bianca, per marcare nobiltà. Anzi, più sembrava un incarnato “sofferente” meglio era, per trasmettere delicatezza. Le occhiaie erano di gran moda così come la pelle traslucida. Una pelle grassa poteva essere trattata con amido, che era la cipria dell’epoca, mista a talco. Tonici di ogni tipo venivano usati, fatti da fiori che venivano lasciati macerare, essendoci una grande cura dei fiori nell’epoca vittoriana, ed un amore per i giardini: violette, margherite, rose…
Per nutrire la pelle si usavano tantissimo gli olii, in particolare quello di mandorla, e tanti grassi di origine animale, per esempio di balena, che si usavano come vera e propria crema di bellezza.
Sempre per rendere la pelle bianca e bella si effettuavano maschere con albume, aceto, miele e avena.
L’aceto andava di moda comunque, si dice che molte persone lo bevessero perché pensavano gli avrebbe sbiancato la pelle…
Insomma, tutto doveva essere bianco e pimpante, anche gli occhi, nei quali a volte si metteva qualche goccia di limone per renderli più bianchi e svegli.

TRUCCO
Era socialmente inaccettabile truccarsi o comprare trucco nell’epoca vittoriana, che era riservato alle prostitute. Victoria non si truccava mai e lo detestava e disprezzava, lasciando sempre vedere la sua splendida pelle, anche se in gioventù può aver ricorso a succo o polpa di barbabietola per le guance e le labbra, unico “vizio” accettabile perché dava un impercettibile rossore, e a della cipria.
La pelle veniva resa bianchissima con ossido di zinco, e addirittura c’è chi a corte si creava piccole venuzze blu con la pittura. (!!!)
Eventualmente poteva essere usato un pochino di grasso per dare un po’ di lucidità in più alle labbra, il primo lucidalabbra della storia.

 

CAPELLI 
I capelli erano importantissimi, il vanto di una donna vittoriana. Non si tagliavano quasi mai e dovevano essere lunghissimi, e se si tagliavano, si ricorreva a capelli finti per avere più volume. Victoria da ragazza li portava sempre sciolti con due ciocche raccolte sulle tempie, ed eventuali fiori freschi, mentre dopo essere stata incoronata regina, iniziò a portarli legati con le famose due “trecce alla francese”, ossia due trecce che pendono in semicerchio ai lati della testa su uno chignon posteriore. Questa acconciatura fu concepita dalle sue dame per lei e divenne di gran moda… si può dire che segnò tutta l’epoca. Quando era più anziana si limitava ad un semplice chignon sulla nuca, con la veletta nera.
I capelli erano così importanti, che era costume usarli per creare dei gioielli intrecciandoli, (bracciali, spille), in particolare quando la persona decedeva, da portare in segno di ricordo. È qui che si affermò la moda della “ciocca di capelli” nel portagioie o ciondolo. Ovviamente anche la regina Vittoria lo faceva, e si pensa l’abbia fatto anche di sua madre alla fine.
Di notte spesso si dormiva con le ciocche arrotolate in dei nastri per risvegliarsi con i capelli mossi, e al risveglio venivano applicati olii, come quello di mandorla o d’oliva e profumi con acqua di fiori, come quella di rose. Venivano sempre spazzolati con cura ogni sera e lavati con semplice sapone e acqua di fiori. Il grasso animale era sempre molto popolare come cera, sia tra gli uomini che tra le donne.

 

ODORI
La cosa più importante per la regina, e nell’epoca Vittoriana, erano gli odori. La regina Victoria odiava i cattivi odori e diventava di cattivo umore se li sentiva, quindi tutto doveva profumare ed essere pulito, dai vestiti ai capelli, passando per il palazzo stesso. Usava mettere olio essenziale di rose nei suoi guanti e nelle sue calzature per prevenire l’odore di umido e di chiuso, gli altri suoi odori preferiti erano quelli di limone e bergamotto, che diventarono infatti il “profumo” alla moda di tutta la corte. Si metteva semplicemente nei polsi qualche goccia mischiata di questi due oli essenziali ed ecco il vostro profumo vittoriano! Si sentiva ovunque a quanto pare.

Questo è tutto per la regina Victoria e l’epoca vittoriana! Spero vi abbia interessato e fatto scoprire qualcosa che non sapevate.
Se siete interessati ad approfondire la figura di Victoria vi consiglio:
Libri:
– Victoria: A life di A.N Wilson
-The Victoria Letters di Daisy Goodwin (molto incentrato sui suoi diari e su Alberto)

Film:
-“La mia regina” del 97 con Judi Dench, incentrato più sugli anni della vedovanza
-“The Young Victoria” del 2009 con Emily Blunt, incentrato più sulla gioventù e su Alberto
-serie TV “Victoria” di ITV, iniziata nel 2016

 

Rossella Giaquinto

La Natura non è un posto da visitare, è casa nostra. (G.Snyder)
Rossella Giaquinto

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