Oli di bellezza

oliOLI VEGETALI

Sono tra gli alleati più preziosi per la cura dei capelli, specialmente per quelli ricci che hanno costante bisogno di essere nutriti. Quando si parla di nutrimento con impacchi e prodotti per la nostra hair care routine, infatti, ci riferiamo all’apporto di lipidi di cui sono ricchi appunto gli oli ed i burri.
Gli oli vegetali sono le frazioni liquide principalmente di semi oleosi e di noci e sono miscele idrofobiche (non si sciolgono – o si sciolgono molto poco – in acqua) costituite principalmente da:
– acidi grassi liberi
– glicerolo
– gliceridi (forme esterificate di acidi grassi: ossia acidi grassi legati a glicerolo per formare mono- , di-, e tri-gliceridi)
– Lipoproteine
– Fosfatidi
– Cere
– Glicolipiditab

Tra questi componenti, gli acidi grassi ed il glicerolo sono i più importanti e sono quelli che determinano maggiormente le pro
prietà fisiche peculiari di
ciascun olio vegetale.
Gli oli rivestono il capello creando una barriera idrofoba che riduce l’assorbimento di umidità da parte del capello, inoltre aumenta la capacità delle scaglie del fusto di rimanere adese: questo comporta una maggiore capacità di compattamento delle scaglie stesse per cui il capello risulterà più luminoso, forte e resistente all’azione di fattori esterni come la temperatura.
Sulla modalità di applicazione degli oli sui nostri capelli, in rete si trovano opinioni contrastanti. Devono essere applicati a capelli asciutti o bagnati?
Tutti gli oli, chi più chi meno, hanno la capacità di penetrare nel capello ma, in merito alla necessità per un olio di penetrare nella fibra per nutrire il capello, esistono 2 scuole di pensiero: quella del Dott. Fabrizio Zago, chimico e fondatore del “Biodizionario” e quella del Dott. Rodolfo Baraldini, consulente industriale e redattore di nonsensecosmethic.org.
Secondo il Dott. Zago gli oli non dovrebbero mai penetrare all’interno del capello perché seguendo la regola empirica del “simile scioglie il simile”, gli oli “scioglierebbero” i lipidi naturalmente presenti nel capello determinando quindi l’effetto contrario: perdita di nutrimento. Gli oli quindi, andrebbero sempre applicati a capelli umidi, sia per preservare la riserva lipidica del capello, sia per mantenere il capello idratato ed aumentarne la resistenza.
Secondo il Dott. Baraldini invece, l’applicazione di oli a capelli asciutti o bagnati dipende dalla propria necessità: Se si vuole nutrire il capello consiglia di applicare gli oli come impacco preshampoo a capelli asciutti, se invece si vuole mantenere l’idratazione e rendere più resistente il capello soprattutto all’azione del phon, andrebbe applicato sui capelli bagnati prima di procedere con l’asciugatura.
Anche in merito ai risultati ottenuti circolano opinioni contrastanti: c’è chi dice che l’applicazione di oli sui capelli asciutti abbia contribuito a seccarli, chi invece sostiene che li abbia nutriti. Di seguito alcuni link per approfondire questa tematica ed aiutarvi nella vostra personale scelta di utilizzo

http://www.nononsensecosmethic.org/4-parte-oli-vegetali-nei-capelli/

http://capellidifata.it/forum/index.php?topic=40224.75

http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=2&t=38070

http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=2&t=44189&start=30

Vi allego inoltre un link che parla di oli sui capelli come protezione contro i raggi del sole
http://www.piuvivi.com/salute/oli-naturali-protezione-solare-spf-naturale.html

 

 

oleoitiOLEOLITI

Gli oleoliti sono macerati oleosi prevalentemente di piante, fiori e spezie secche. Ovviamente arricchiscono l’olio vegetale in cui si preparano delle proprietà della sostanza che si lascia a macerare.
Come si preparano gli oleoliti?
Innanzitutto serve la spezia, pianta o fiore dal quale vogliamo estrarre i composti liposolubili (chiamata droga). Sarebbe preferibile usare droghe secche, in modo da evitare il rischio di compromettere la conservazione del prodotto a causa dell’acqua contenuta nella pianta fresca, tuttavia alcuni oleoliti, come quello di Arnica ad esempio, vanno fatti con la droga fresca. Non importa quanto ne mettete, in genere si riempie fino ad un terzo un barattolo preferibilmente di vetro e si ricopre con l’olio vegetale scelto. Si possono preparare sostanzialmente con qualunque olio vegetale, ma i più utilizzati sono in genere gli oli a bassa densità, come oliva, jojoba, cocco, soia e riso.

A questo punto si può scegliere di preparare l’oleolito seguendo il metodo A FREDDO (digestione tradizionale) oppure il metodo A CALDO (digestione a calore)
Il metodo a caldo consiste nel mettere il barattolo preparato, ben chiuso, a bagnomaria in un pentolino sul fuoco (basso) e lasciarlo così a macerare per circa 3 ore, assicurandosi che l’acqua nella pentola non si asciughi e che il barattolo non si rompa. Per sicurezza è consigliabile mettere una presina all’interno del pentolino per evitare che il barattolo di vetro sia a diretto contatto con il metallo della pentola.
Trascorse le 3 ore, si spegne il fuoco e si aspetta che tutto si raffreddi (se lo preparate la sera magari potete aspettare la mattina dopo) prima di togliere il barattolo dalla pentola, asciugare e filtrare il tutto.
Il metodo a caldo si DEVE utilizzare in caso di macerati freschi.

Un altro metodo a caldo consiste nell’utilizzare la luce (ed il calore del sole), ovviamente coprendo il vetro del barattolo con della carta stagnola, oppure utilizzando il vetro ambrato/scuro.
Coprite bene e mettete fuori al balcone, magari d’estate per circa 15 giorni.
Non mi ispira affatto questo metodo, ma è giusto parlarne.

Il metodo a freddo invece prevede che il barattolo preparato, riposi per circa 30-40 giorni in un luogo buio (un armadio) e che quotidianamente o comunque con una certa costanza, ci si ricordi di capovolgere il barattolo oppure agitarlo per smuovere il contenuto, ovviamente il tutto delicatamente…cioè non shakerate il barattolo, smuovete solo il contenuto all’interno.
Trascorsi i giorni previsti, filtrare.

E’ consigliabile filtrare un paio di volte, prima con un semplice setaccio magari, e poi con qualcosa dalla trama più fitta in modo da rimuovere tutte le impurità ed ottenere un oleolito limpido. Il secondo filtraggio si può fare con garze oppure con il filtro della cappa, preferibilmente attendendo alcune ore dal primo filtraggio (anche un giorno intero)

Personalmente preferisco il metodo a freddo, credo che non sottoporre l’olio a temperature elevate ne preservi comunque le proprietà; ma mi rendo conto che a volte non si vuole aspettare un mese e più. magari in caso di necessità di optare per il metodo a caldo, sarebbe bene scegliere un olio più stabile ad alte temperature

Gli oleoliti è bene conservarli al buio ed in posti asciutti, meglio ancora se in contenitori scuri. Volendo, per preservare meglio l’oleolito, si può aggiungere un pochino di vitamina E.
Preparati e conservati correttamente, gli oleoliti durano anche un anno.

 

Rossella Giaquinto

Rossella Giaquinto

La Natura non è un posto da visitare, è casa nostra. (G.Snyder)
Rossella Giaquinto
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