Ali MacGraw | Love means never having to say you’re sorry

A cura di Nadia Bordignon

Elizabeth Alice MacGraw, detta Ali, nasce a Pound Ridge, New York, il primo aprile del 1939 da Richard MacGraw, di origini scozzesi, e Frances Klein di origini ungheresi con ascendenze ebree. Diplomata in storia dell’arte presso il Wellesley College, all’inizio degli anni Sessanta Ali entra nella redazione della celebre rivista di moda Harper’s Bazaar, sotto la supervisione della fashion editor e icona di moda e stile, Diana Vreeland.
Non passa molto tempo che, grazie alla bellezza acqua e sapone e ai lunghi capelli lisci, le viene chiesto di posare ed è così che, da assistente fotografo, inizia a lavorare come modella.
Immortalata da fotografi del calibro di Bert Stern e Patrick Lichfield, Ali MacGraw posa per Vogue e lavora come stylist e decoratrice d’interni.

L’esordio sul grande schermo avviene nel 1968 con la pellicola Jim l’irresistibile detective (A Lovely Way to Die, David Lowell Rich) al quale seguirà il ruolo da protagonista, nel 1969, nella commedia romantica La ragazza di Tony (Goodbye, Columbus, Larry Peerce).
Ma la vera svolta nella sua carriera, avviene l’anno successivo con il film drammatico Love Story (Arthur Hiller) con il quale ottiene una nomination all’Oscar e un Golden Globe.
Per Ali è fama mondiale consolidata con la successiva apparizione in numerose copertine, una su tutte, il TIME.

Nel 1972 recita in Getaway! (The Getaway, Sam Peckinpah) in cui interpreta la moglie e complice del rapinatore Doc, alias Steve McQueen. Gli anni successivi vedono un allontanamento di Ali dalle scene, salvo qualche fugace apparizione come nel film Convoy – Trincea d’asfalto (Convoy, Sam Peckinpah) per poi tornare sul set, questa volta per il piccolo schermo, ad inizi anni ‘80 in serial come Venti di guerra, Dynasty o in film per la tv.

Ma veniamo ora alla vita privata che la vede sposata tre volte, con altrettanti divorzi alle spalle.
Nel 1969, appena terminato il college, sposa il banchiere Robin Hoen dal quale divorzia un anno e mezzo dopo. Nel 1969 è la volta del produttore Robert Evans, dal loro matrimonio nasce l’unico figlio, Josh. Il secondo divorzio arriva nel 1973 quando, sul set di Getaway!, scoppia l’amore tra Ali e il celebre attore Steve McQueen. I due si sposano lo stesso anno ma il loro si rivela essere un matrimonio turbolento, contraddistinto da “giorni meravigliosi e giorni terribili”.
E’ per lui che Ali si allontana dalle scene mettendo da parte la carriera di attrice per fare la mamma e la moglie a tempo pieno e, mentre lei si dimostra disponibile a compiere tali sacrifici, ecco che lui ritorna rapidamente alle sue vecchie abitudini, all’abuso di sostanze e alle relazioni extra coniugali. Ma Ali è una donna forte che, nel tempo, sente crescere in dentro di sé il bisogno di fare qualcosa di più che la moglie a tempo pieno fin tanto da arrivare al non tollerare più il controllo di McQueen.
Ed è così che il 1978 vede il ritorno alle scene di lei e la fine (improvvisa) del loro matrimonio, McQueen va infatti su tutte le furie e la caccia di casa.
Nonostante tutto, l’attrice lo ricorda oggi come il più grande amore della sua vita e ne parla come un uomo incredibilmente attraente, ma allo stesso tempo pericoloso: “He was incredibly attractive most of the time but there was also danger, there was [a] bad boy there.” (da un’intervista per People Magazine).

Ali MacGraw non ha fatto mai mistero dei problemi avuti con alcol, depressione e neppure della sua dipendenza dal sesso e dalle relazioni distruttive. Gli anni successivi alla fine del matrimonio ed alla morte di McQueen, furono “una continua lotta per sentirsi a proprio agio nella propria pelle” e fondamentale fu per lei il percorso riabilitativo intrapreso presso il Betty Ford Center in California. Nel 1994 si allontana definitivamente da Hollywood, anche in seguito all’incendio che la lascia senza casa e ricordi materiali, per dedicarsi ad una vita più ritirata e tranquilla a Tesque, Nuovo Messico.

Esclusi gli eccessi con l’alcol, Ali racconta di aver sempre avuto buone abitudini alimentari fin dall’infanzia e di essersi sempre impegnata in maniera costante con l’esercizio fisico.
Ancora oggi Ali segue uno stile di vita estremamente sano, pratica Yoga (ha anche prodotto un video divenuto bestseller), Pilates, medita e fa lunghe passeggiate con il suo cane.

Ma veniamo ora al focus della nostra rubrica che mi sembra doveroso iniziare motivando la scelta di raccontare proprio la vita di Ali MacGraw. Quello che mi ha maggiormente colpita di questa bellissima donna, non è l’aver recitato in un film come Love Story né tantomeno il suo matrimonio con il famoso Steve McQueen, ma l’apparizione del 2014 al SuperSoul Sunday di Oprah Winfrey in cui, all’età di 75 anni, Ali si è presentata con la chioma ormai completamente grigia ostentando un look totalmente naturale e controcorrente per l’ambiente Hollywoodiano.
 “Ho compiuto 75 anni il primo di aprile, come sai,” racconta nel video, “All’improvviso ho pensato, “Adesso basta”.” Già quattro anni prima l’attrice aveva affrontato il tema del passare degli anni con una naturalezza ed onestà tali, da stupire la stessa Oprah.

Negli anni settanta, con la sua bellezza acqua e sapone Ali MacGraw incarnava alla perfezione lo stile boho-chic tipico del periodo. Lunghi capelli lisci con la caratteristica (e successivamente copiatissima) riga in mezzo, le sopracciglia folte e uno charme tale da consacrarla icona di stile.
E se nel 1971 il critico di moda Richard Blackwell la includeva nella lista da lui stilata delle donne peggio vestite al mondo, nel 1991 per la rivista People rientrava a diritto tra le 50 persone più belle del mondo, mentre nel 2008 GQ la annoverava tra le 25 donne dei film più sexy della storia.

Ali racconta in un’intervista di aver tagliato i lunghi e folti capelli, sfoggiati in Love Story, in un momento di nervosismo e depressione e di essersi poi affidata al famoso hair stylist Hollywoodiano Jose Eber da cui si è recata per anni ogni quattro settimane per tagliarli.
Anche la sua beauty routine è divenuta una costante negli anni in quanto “la mia faccia è ancora parte di ciò che paga l’affitto, se non lo mantengo, non ho un posto dove vivere! È un’abitudine ora, così come mi lavo i denti”. Quindi detergente, tonico, maschera per una pelle sempre pulita, trattamenti al viso ogni 15 giorni, crema nutriente e ancora “una manicure settimanale e una pedicure ogni due o tre settimane perché cammino sempre scalza, mi fa sentire meglio, più pulita e, quando sono davvero stanca, mi concedo un massaggio o un bagno minerale caldo”.
Per il make-up, il suo motto continua ad essere “less is more”: una matita per gli occhi, ombretto marrone, mascara e fard. “Non mi piaccio con molto trucco. Non so cosa sia. Trovo che le rughe sul mio viso tendano ad essere accentuate da fondotinta e cipria. Sono orribile con troppo trucco occhi: dura, come non penso di essere”.

  

In merito alla chirurgia plastica, Ali non nasconde l’intervento effettuato al collo in un momento in cui l’apparire sul grande schermo e l’essere messa a confronto con la sé stessa ventottenne, la spaventava e destabilizzava non poco. Non demonizza la chirurgia plastica se fatta con le giuste motivazioni, ciò che rifiuta è l’ossessione, presente soprattutto nell’ambiente dello spettacolo, a voler apparire più giovani, diversi. “Penso che che viviamo in un periodo in cui le persone sono come impazzite per quanto riguarda il loro aspetto e finiscono con l’apparire tutti uguali, ridicoli.”

Dallo stile preppy della New England con cui è cresciuta, al look bohémien fatto di camicette a collo alto, stampe stravaganti, stivali alti fino al ginocchio, accessori ricercati, Ali MacGraw non ha mai smesso di mostrare al mondo un suo stile personale, da spirito libero e da sognatrice romantica.
Oggi Ali è ambasciatrice dell’ibu movement, una rete mondiale di artigiani e sostenitori che celebra l’immaginazione e l’abilità delle donne offrendo loro la possibilità di ottenere l’autosufficienza economica attraverso l’abilità delle proprie mani (Ibu in lingua Malese significa donna di rispetto).
ali4ibu è la sua personale collezione progettata interamente dall’attrice (includendo anche pezzi iconici del suo guardaroba) e realizzata a mano da artigiane a cui sarà destinato la maggior parte del denaro raccolto nella vendita.

  

Ali è inoltre una sostenitrice dei diritti animali, non utilizza prodotti di derivazione animale nelle sue collezioni ed ha collaborato svariate volte con PETA.

Concludo citando un pezzettino della sua intervista del 2014 al SuperSoul Sunday in cui racconta la decisione di non tingere più i capelli: “Sono sicura che ci sono un milione di persone là fuori che pensano io sia pazza [ma] ho sentito una sorta di cambiamento e l’ho fatto”.
Sicuramente in molti hanno criticato o storto il naso di fronte alla sua decisione ma, personalmente, non posso che apprezzare tutte quelle donne che a 75, come a 30 o 50 anni, decidono semplicemente di accettarsi e quindi valorizzare il proprio essere al naturale.

 

Link al video “Why Ali MacGraw Loves Her Gray Hair, SuperSoul Sunday”, 2014
Link al video “Ali MacGraw Embraces Her Age, Oprah’s Lifeclass”, 2011
Link al sito Ibu movement
Link a ali4ibu, la collezione di Ali MacGraw

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