Julie d’Aubigny – Le avventure della Maupin: Sesso, Sangue e libertà

A cura di Yasmin Hadjeres

Le ispirazioni per un lavoro di finzione storica moderna possono essere molteplici: così, quando qualche giorno fa si è parlato in Italia di presa della Bastiglia, ho scoperto con stupore che una determinata generazione l’associa al fortunato anime Lady Oscar. Riflettendo su quali siano potute essere le muse di un simile personaggio che non è ovviamente esistito, mi è subita venuta in mente, tra varie possibilità o combinazioni, Julie d’Aubigny, detta La Maupin.

Julie d’Aubigny, nasce nel 1670, figlia di Gaston d’Aubigny, segretario del conte d’Armagnac, Grand Écuyer (grande scudiero) alla corte di Luigi XIV.
Dalla più tenera infanzia, Julie riceve un’educazione soprattutto maschile: autodifesa, utilizzo delle armi, combattimento, in particolare scherma, che il padre praticava tutto il giorno quando non lavorava, e nella quale Julie eccelle sempre di più.
Da ragazza, divenì l’amante del conte d’Armagnac, per essere introdotta a corte, cosa che durò poco in quanto il conte non sopportò a lungo i suoi modi “selvaggi”. Un matrimonio fu quindi arrangiato con il pacato Monsieur de Maupin di Saint-Germain-en Laye, nella speranza di placarla, ma non appena il marito ricevette un’offerta di lavoro nel Sud della Francia, la Maupin decise di non seguirlo, dando così inizio alla sua leggenda.
Iniziò la sua vita a Parigi, prendendo un nuovo amante esperto di scherma come lei, Séranne, e guadagnandosi da vivere, e questo fino alla fine della sua vita, con dimostrazioni di combattimento armato, nella quale si dice che era più dotata di qualsiasi uomo, e di canto.
Julie e Séranne viaggiavano in tutta la Francia, allestendo spettacoli nei quali sfidavano i passanti a duello, creando e cantando improvvisando sulle persone sconfitte, in cambio di offerte. Da subito, iniziò a vestirsi nelle sue dimostrazioni come un uomo: era così brava, che spesso le contestavano di essere un truffatore, e che lo fosse in verità. Si dice che la Maupin per tutta risposta si strappò la camicia chiedendo “giudicate voi stessi” e mostrando un perfetto seno che era stato celato fino ad allora, zittendo la folla.

Non era certamente una persona fatta per la normalità o la tranquillità: poco dopo lasciò il suo amante spadaccino, dicendosi stufa degli uomini, per la figlia di un mercante locale, che aveva sedotto, diventando per noi una delle prime icone bisessuali conosciute della storia. Quando il mercante venne a conoscenza della scandalosa relazione però, rinchiuse immediatamente la figlia in convento. L’ingegnosa e soprattutto ribelle Julie trovò comunque un modo per raggirare la cosa, entrando in convento facendosi passare per suora, mentre manteneva la relazione sessuale nel luogo sacro. Si dice che come uscita in grande stile, avrebbero dissacrato delle tombe del convento e appiccato un fuoco, prima di fuggire insieme.
Anche questa breve ma intensa (!!!) storia terminò, con Julie che lasciò la sua bella a casa dei suoi genitori, mentre lei si ritrasferiva a Parigi nel 1690, dopo aver scampato una condanna a morte per i crimini appena citati, grazie all’influenza del conte d’Armagnac, per iniziare la sua seconda carriera: quella di cantante d’Opera.
Con le sue esibizioni itineranti le sue doti da contralto erano divenute molto popolari, e le assicurarono, anche grazie al suo nuovo amante, Gabriel-Vincent Thévenard, uno dei baritoni, un posto come cantante lirica.
La vita della Maupin era così: alternata tra il sesso, “l’amore” e la spada, cosa che garantiva il suo successo soprattutto presso il pubblico, che adorava questa combinazione. Un po’ meno i suoi colleghi, che metteva l’uno contro l’altro, intercalando relazioni sessuali con uomini e donne, come Marthe le Rochois, una delle stelle dell’Opera.

Non aveva difficoltà a sedurre, in quanto era molto bella, con lunghi capelli castani, occhi azzurri, naso aquilino, corpo atletico e una pelle diafana, corredata, come voleva il canone dell’epoca, da una mouche: un neo sul viso che a seconda della collocazione prendeva un significato. Alto sullo zigomo significava passione ed era dove lo teneva Julie, il che sembra perfettamente appropriato.

    

Dopo il suo debutto nella tragedia lirica “Cadmus et Hermione”, la Maupin si innamora della bellissima cantante Fanchon Moreau, già amante del Delfino di Francia. Julie viene quindi respinta per la prima volta nella vita e tenta tragicamente il suicidio! In realtà si rimetterà presto da questa pena d’amore per partecipare nel 1692 ad un ballo organizzato a corte dal duca d’Orléans, fratello di Luigi XIV. La Maupin non si smentisce neanche qui, e presenzia vestita di tutto punto in divisa da uomo, per corteggiare le dame senza destare sospetti.
Quella sera si invaghisce però in particolare di mademoiselle de Séry, che contrariamente ad altre non accetta le avances, e lancia delle urla di soccorso. Immediatamente accorrono tre gentiluomini che Julie sfida a duello, vincendo ad uno contro tre. La cosa fece molto scalpore in quanto nel regno i duelli erano proibiti e punibili da leggi sempre più severe, con una sentenza, ma Julie venne salvata dall’intercessione del duca d’Orléans stesso, che scoperto si trattava di una donna in realtà, dichiarò assieme al re, divertito, che le leggi si applicavano agli uomini, non alle donne che fingevano di esserlo. Per calmare le acque però, la Maupin fuggì a Bruxelles, dove subito si innamora, per l’ennesima volta, di Massimiliano di Baviera, del quale diventa l’amante.
Giusto il tempo di qualche esibizione all’Opera di Bruxelles tra il 1697 ed il 1698 ma neanche questa relazione è duratura, in quanto l’Elettore di Baviera ha altre donne, e termina con Massimiliano che dimette Julie con una somma, che lei rifiuta, facendo finalmente ritorno a Parigi, e alle scene.

Torna appena in tempo per il ritiro dalle scene della sua ex amante, Marthe de Rochois, che rimpiazza con grande successo di pubblico e di critica, essendo diventata ormai molto popolare per la sue “imprese” e le sue eccentricità. Niente intacca la sua reputazione, che non fa che crescere, garantendole un posto e rappresentazioni fisse fino al 1705, in un susseguirsi di ruoli principali nelle tragedie liriche di Lully, e di tanti altri compositori, ma in particolare del ruolo di Clorinde nel Tancrède, creato apposta per lei da André Campra, primo ruolo da contralto della storia dell’opera francese.
In questi anni ritrova e si riconcilia a Parigi alcuni suoi vecchi amanti, ma in particolare suo marito, in maniera amichevole, che non aveva più rivisto dopo averlo abbandonato.<br< Nel 1703, inizia la sua ultima grande storia d’amore, quella con la marchesa di Florensac, descritta da Saint-Simon come “La più bella donna della storia di Francia”, durata due anni fino alla tragica morte della marchesa all’età di soli 35 anni, stroncata da una febbre. Addolorata per la perdita, la Maupin si ritira dalle scene e a vita privata, alcuni dicono ironicamente addirittura in un convento, morendo lontano da tutti nel 1707, a 37 anni.

Una vita breve ma energica, di una donna che ha saputo usare il suo aspetto e le sue competenze per rivendicare la sua libertà e sfidare i dogmi morali, difendendo da sola il suo onore, rifiutando l’assoggettamento imposto alle donne dalla società e la categorizzazione dei sessi.

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