NEROLISSÌA – sapone nero per il corpo

A cura di Yasmin Hadjeres

“Benché abituato alla luce e ai colori del Nordafrica, è successivamente, quando ho scoperto il Marocco, che capii che il mio cromatismo era quello delle zellige, degli zouac, delle djellaba e dei caftani. Quelle audacità, che sono diventate mie, le devo a questo paese, alla violenza degli accordi, à l’insolenza delle mescolanze, all’audacia delle invenzioni.”

 La scelta di iniziare un articolo di cosmesi con una citazione di Yves Saint Laurent potrebbe sorprendere: eppure, è da quando la lessi, tanti anni fa, che sogno di andare in Marocco. La potenza evocativa, la scelta delle parole, subito risvegliano i sensi, proprio come il prodotto del quale ci occuperemo oggi: Nerolissìa

Vorrei però prima presentare l’azienda: Arangara Mediterranean Cosmetics.

 

 

Una realtà tutta italiana, proveniente da Bovalino, in Calabria, per essere precisi. L’indizio della provenienza e del progetto è già nel nome, in quanto “a’rangara” significa albero di arance in dialetto calabrese, immagine tipica del giardino mediterraneo e della costa ionica nella quale nasce l’azienda, chiamata anche Costa dei Gelsomini.

 

Si percepisce quindi l’attaccamento alle proprie radici, cosa sempre stimabile, la tradizione; ma anche l’altro aspetto fondamentale di  Arangara: la Bio-Luxury. Prodotti di eccellenza, con ingredienti di qualità superiore, coltivabili ed estratti nel rispetto della natura e della biodiversità. Infatti, Arangara è certificata ECOBIONAT, che come sappiamo ha uno dei disciplinari più rigidi, ed è ovviamente cruelty free.

La scelta dei prodotti, gli Inci, i packaging, gli odori…apportano l’elemento luxury invece, inteso come ricerca del benessere. Un percorso di bellezza e di equilibrio, che una referenza Arangara regala attraverso la ricercatezza delle sue formule, ma anche il design esterno, curato in ogni minimo dettaglio e certificato eco-compatibile da Ecocert.

Scegliere l’azienda calabrese significa quindi benessere a 360° gradi: dall’aspetto più immediatamente tangibile rappresentato dal prodotto, all’aspetto più profondo, espresso dalla loro filosofia, fortemente ancorata nel rispetto della natura, in connubio con la nostra armonia interiore.

C’è chi potrebbe obiettare che il vero lusso oggigiorno sia il tempo: anche questo concetto è compreso nella Bio-Luxury Arangara, e si sposa con la loro realtà in molteplici modi.

Andiamo a vedere come, proprio con il sapone nero Nerolissía.

 

 

Cos’è il sapone nero: storia e utilizzo

Più di 2000 anni a.C sarebbero state ritrovate delle tavolette di argilla sumere con incisa la prima ricetta di “sapone nero” della storia: era composto da acqua, alcali (dall’arabo al-qalī, composto di ceneri e piante, che disciolte in acqua fanno assumere all’acqua pH basico) e olio di gaggìa.

Come sappiamo, in seguito, già 1000 anni a.C appare in Siria l’invenzione del sapone d’Aleppo, composto da olio d’oliva, soda vegetale e bacche di alloro. Grazie alle crociate si diffonde durante il Medioevo in tutta Europa, in particolare nel Mediterraneo ed a Marsiglia, dove i metodi siriani vengono rielaborati per creare, secoli dopo, il sapone di marsiglia.

Si dice che durante la diffusione nel bacino del Mediterraneo del sapone d’Aleppo, gli abitanti della regione di Essaouira, in Marocco, avrebbero rielaborato a loro volta la ricetta per creare il sapone nero che conosciamo oggi, da usare nei loro complessi termali, gli hammām, diventando parte integrante di tutta la cultura cosmetica orientale.

Esistono due tipi di sapone nero: quello chiamato Beldi (che significherebbe cittadino, potremmo tradurlo con “sapone di città”), una miscela di pasta di olive e di potassio, ed è naturale ed ipoallerganico. Non è un sapone in senso stretto, ma più un prodotto esfoliante che nutre e rigenera la pelle. Si presenta tradizionalmente come una pasta scurissima, quasi nera, molto spessa e profumata, che diventa morbida a contatto con l’acqua.

Esiste inoltre il sapone nero ad impiego domestico, molto più concentrato, che è composto da potassio ed una sostanza grassa che può essere l’olio d’oliva, di lino, di noce… Si può trovare in forma liquida o solida ed è sgrassante, sbiancante, lavante, insetticida e ovviamente biodegradabile al 100%.

Il sapone nero ha numerosi benefici, che sono all’origine del suo successo e della sua insostituibilità nel mondo arabo e dell’hammām. Innanzitutto, è ricco in vitamina E che protegge e rinforza la pelle contro gli agenti ambientali aggressivi, ma è anche adatto ad ogni tipo di pelle per le sue proprietà lenitive, addolcenti grazie all’acido linoleico ed oleoleico presenti nelle olive, nonché idratanti, nutrienti, ed ovviamente, esfolianti. Insomma, un prodotto semplice ma allo stesso tempo completo, al quale bisogna assolutamente ricorrere.

 

Il sapone nero secondo Arangara: Nerolissía

Come detto in precedenza, le ricette del sapone col commercio e le conquiste si diffondevano in tutta Europa e nel Mediterraneo. Anche in Calabria, la tecnica della saponificazione è viva da secoli nelle famiglie contadine, in quanto era un modo per recuperare materiali di scarto come i grassi, non utilizzabili a scopo alimentare. Attualmente alcune famiglie portano ancora avanti questa tradizione e processo produttivo, dal quale nasce Nerolissía: la fusione tra l’antico sapere artigianale e la moderna cosmesi, che va ad arricchirlo con due anni di ricerca e sviluppo.

Nell’azienda agricola Arangara, il rituale della preparazione di questo prodotto segue il ciclo della natura e i tempi delle lavorazioni contadine: il tutto ha una durata di 10 mesi, da marzo a gennaio, e comporta una produzione limitata di soli 1000/pezzi l’anno per questi motivi.

Il rispetto dei limiti della materia prima: l’oliva nera di varietà Geracese di Calabria, e la varietà Ottobratica, entrambe di coltivazione biologica, e la suddetta lavorazione volutamente artigianale, rendono Nerolissía un prodotto ancora più esclusivo e speciale, in quanto ogni produzione è unica, e nessuna annata sarà uguale all’altra per le peculiarità delle materie prime, del clima, e di tante altre variabili, esattamente com’era anticamente.

Andiamo a conoscere nel dettaglio il processo produttivo di Nerolissía.

Marzo e aprile sono dedicati alla raccolta delle due prime materie prime: prima di tutto la cenere dai ceppi di potatura degli agrumi e dell’alloro, che va a formare la componente di potassio, come da ricetta ancestrale. La cenere viene pulita e conservata in sacchi di juta in un ambiente buio e asciutto.

A seguire l’olio EVO (extravergine d’oliva), travasato e filtrato, per preservarne le qualità organolettiche, nei seguenti mesi dalla cosiddetta “morchia”, ossia i pezzetti di polpa e nocciolo di olive dovute alla frangizione che l’avranno insaporito e saranno scesi sul fondo.

Ottobre è periodo dell’ingrediente fondamentale di ogni sapone nero che si rispetti: la pasta di olive nere mature. In quella condizione, le olive perdono valore nutrizionale, ma acquistano notevoli qualità cosmetiche: oltre un certo livello di maturazione, l’olio contenuto nella polpa infatti, è formato da trigliceridi (unione di una molecola di glicerolo con tre acidi grassi) che vengono degradati dagli enzimi cellulari (proteine prodotte nelle cellule vegetali e animali, catalizzatori, che provocano reazioni biologiche) provocando il distacco tra gli acidi grassi e il glicerolo.

Le olive delle due varietà utilizzate, Geracese di Calabria e Ottobratica, sono raccolte a mano nel caso della Geracese, secondo l’antica tecnica della brucatura, uno spoglio che permette di scartare minuziosamente le olive troppo mature o intaccate, per ottenere soltanto un prodotto di qualità eccelsa e preservare la pianta per l’anno successivo. Nel caso della Ottobratica, sono raccolte tramite reti; entrambe le tipologie sono ottenute come scarto e sono naturalmente di agricoltura biologica.

Anche le olive verranno conservate in sacchi di juta in un ambiente asciutto e privo di luce.

Assieme a queste, viene recuperata ulteriore cenere dai ceppi di potatura degli ulivi, anche questa ricca in sali basici di potassio, che subisce lo stesso trattamento di quella raccolta nei mesi primaverili.

Vengono infine svuotati e puliti dai fondi gli otri d’acciaio dell’olio, i quali verranno utilizzati, secondo l’antica tradizione, per il processo di saponificazione.

Novembre è finalmente il mese della produzione del sapone. Questa analisi ci può portare a fare un approfondimento anche dell’ INCI di Nerolissía

Si vanno quindi ad unire i pochi ma lavorati ingredienti:

L’acqua di vegetazione: le olive mature dopo essere state conservate come detto, per permettere agli enzimi di svolgere la loro funzione, sono macinate in una pasta che viene messa a macerare in acqua distillata, di solito piovana priva di sali minerali. L’acqua dà al prodotto il suo caratteristico colore scuro e parte dell’odore ed ha un’elevata quantità di sostanze organiche solubili: acidi grassi, pectine, zuccheri, sostanze azotate, poli-alcoli poliacidi ed elementi minerali come fosforo, potassio, magnesio e calcio.
Nell’Inci li troviamo come ACQUA ed OLEA EUROPAEA FRUIT EXTRACT,

un concentrato potentissimo di polifenoli volto a permettere un’azione anti-radicalica prevenendo il danno ossidativo della pelle. Inoltre, combattendo la risposta infiammatoria attivata dai radicali liberi, svolge un’importante azione lenitiva e calmante.

 

La liscivia: Ossia la miscela di cenere acquisita dalla potatura degli alberi di ulivo, agrumi ed alloro, anche questa messa a macerare in acqua distillata, e successivamente a bollire lungamente, fino a lasciara riposare per permettere al deposito di formarsi.
Quello che sarà ottenuto una volta filtrata questa miscela sarà la liscivia: un detergente naturale a basso impatto ambientale, ricco in idrossido di potassio e di sodio, usato fin dall’antichità e nelle ricette originali del sapone nero. Nell’Inci li troverete come POTASSIUM HYDROXIDE e SODIUM HYDROXIDE.

Va detto che molti prodotti classici della grande distribuzione, questi due ingredienti sono di origine chimico industriale, molto corrosivi e dannosi, nonché ad alto impatto ambientale. Con questa origine, è addirittura vietato il loro utilizzo oltre certe percentuali.

Il loro corrispettivo vegetale che troviamo in Nerolissía, è facilmente degradabile ed è molto delicato sulla pelle.

 

Unendo Liscivia, acqua di vegetazione e olio d’oliva, che troverete nell’Inci come OLEA EUROPAEA FRUIT OIL, che ha ovviamente le proprietà che ben conosciamo ossia: antiossidanti, anti-infiammatorie, antirughe, protettivo e stimolante dei processi di  ripararativi di epidermide e derma, si ottiene la caratteristica pasta color ambra, morbida e simile al miele, dall’intenso odore di olio d’oliva.

 

La tecnica utilizzata è quella della saponificazione a caldo: fornisce alla massa reagente calore dall’esterno tramite bagnomaria, forno elettrico o pentole di cottura termostate, in aggiunta al calore di reazione che si sviluppa all’interno, così che per la fine della cottura, la saponificazione sarà completata.

A fine cottura, vengono di solito aggiunti gli olii essenziali per evitare che evaporino, e anche qui viene unito l’olio essenziale di eucalipto, che nell’Inci trovate come EUCALYPTUS GLOBULUS LEAF OIL, scelto dall’azienda sia perché è uno degli olii essenziali tradizionali con i quali si produce il sapone nero, sia per le sue proprietà purificanti, decongestionanti, antisettiche e tonificanti. È inoltre un grande alleato per la stimolazione del sistema circolatorio, in particolare per le gambe.

Come ulteriore profumazione è stato scelto il LIMONENE, sostanza vegetale contenuta solitamente nelle scorze degli agrumi.

Infine, il sapone nero ottenuto viene confezionato in un vaso ermetico e lasciato riposare per 3 mesi in un luogo asciutto e privo di fonti luminose.

 

Perché scegliere il sapone nero
Per la sua composizione, il sapone nero cosmetico permette una perfetta detersione della pelle senza irritazioni: il suo pH basico rispetta il film idrolipidico cutaneo, la protegge dalle aggressioni esterne, e lo rende adatto a tutti i tipi di pelle. Non è però soltanto un comune detergente, ma ha numerosi benefici: ricco di acidi grassi, sali minerali e vitamine A, D e soprattutto E, prepara l’epidermide all’esfoliazione, lasciandola nutrita ed idratata. È usato da secoli per la pratica del gommage, nonostante possa sorprendere l’assenza di grani ai quali siamo abituati nei prodotti di moderna cosmesi, elimina perfettamente cellule morte, impurità e tossine, associato al massaggio rivitalizzante effettuato con un guanto kessa o una spugna vegetale loofah.

La sua azione purificante è utile per stimolare il naturale rinnovamento cellulare, rendere la pelle più luminosa e prepararla per essere più ricettiva ai nutrimenti presenti nel sapone, ma anche ad altri trattamenti utilizzati dopo, come un massaggio con olio di argan.

 

Per di più, il sapone nero è un anti-rughe naturale, grazie al suo altissimo concentrato di antiossidanti: previene i segni dell’invecchiamento nelle pelli giovane e ridà elasticità a quelle mature.

Consigli di utilizzo
L’azienda consiglia di effettuare il gommage con Nerolissía ogni 3-4 settimane circa: il tempo del rinnovamento dello strato corneo dell’epidermide.

Innanzitutto, è bene preparare la pelle con il vapore, con un bagno o una doccia calda, ricreando l’ambiente hammām. In seguito, prelevare il sapone in piccole quantità scaldandolo fra le mani prima di applicarlo sul corpo, massaggiando con le mani, tenendolo in posa dai 3 minuti per le pelli sensibili ai 5 minuti, per favorire l’esfoliazione della pelle.

Nerolissía si può usare anche per detergere il viso, con tempi di posa più brevi: 1 minuto per pelle sensibile, 2 per pelli normali.

Dopo la posa, esclusivamente sul corpo si potrà passare il guanto kessa o la spugna loofah con un massaggio circolare, per eliminare cellule morte ed impurità che il sapone nero avrà portato in superficie. A questo punto si può risciacquare abbondantemente e tamponare la pelle, e procedere con eventuali ulteriori trattamenti.

 

La mia esperienza
Ho ormai avuto modo di provare Nerolissía per più di un mese, in esclusiva: essendo un trattamento, volevo testarlo nel modo più completo, prendendomi ogni volta del tempo, per renderla un’esperienza vera e propria. Sia dopo un bagno caldo, che dopo una doccia, ho insaponato la pelle umida come consigliato, lasciato agire, e massaggiato con il mio guanto kessa. È stato veramente molto piacevole poiché la consistenza è molto cremosa, paragonabile al miele, e si fonde benissimo sulla pelle, facendo una leggerissima schiumetta, ma non come quella del sapone per intenderci. Quando si stende, col calore, si diffonde subito un buonissimo odore di olio d’oliva, ma sopratutto di eucalipto, gradevolissimo da respirare, e che dà anche una sensazione di freschezza alla pelle. Al risciacquo, già si ha il modo di sentire la pelle pulitissima, in maniera completamente inedita rispetto a tutti i saponi classici che usiamo di solito.

Ma la vera sorpresa si ha quando ci si asciuga: una sensazione di pulizia, freschezza e morbidezza, che al secondo utilizzo mi ha addirittura fatto azzardare a non usare la crema corpo anche se si dovrebbe proseguire, proprio per sperimentare. Ebbene, la pelle è rimasta vellutata per giorni.

Ancora meglio ovviamente quando dopo essermi lavata con Nerolissía ho applicato un po’ di olio di argan: fondendosi con l’odore di olio di oliva ed eucalipto, ho sentito davvero di fare un trattamento completo, e di mettere quel giusto surplus di nutrimento su una pelle che sentivo preparata ad hoc.

Una volta ancora, un po’ timorosa devo ammettere avendo una pelle normale ma comunque sensibile, ho deciso di provarlo sul viso, massaggiandolo per un minuto: non solo non ho avuto nessun tipo di problema di bruciore come spesso mi succede con i detergenti, ma ho riscontrato la stessa piacevole sensazione di pulizia e morbidezza, senza effetto “pelle che tira”.

In quanto al packaging invece, ho davvero apprezzato la scelta di presentarlo in un barattolo ermetico, molto comodo da prelevare ma anche da conservare, in quanto impedisce le infiltrazioni d’acqua e d’aria. È anche molto elegante e bello da vedere e da tenere in mostra, e si potrà infatti certamente riciclare per altri contenuti, cosa importante per evitare sempre gli sprechi.

Essendo francese, ho avuto il piacere di andare qualche volta negli hammām, che sono ormai per integrazione, parte anche della cultura francese. Devo dire che l’unica cosa che manca a Nerolissía quindi, è la massaggiatrice marocchina che provvede all’esfoliazione dopo avervi insaponati!

È insomma il perfetto alleato per ricreare la vostra spa a domicilio, e non ha nulla da invidiare ai prodotti che useranno lì, anzi a parer mio è ovviamente superiore in quanto sappiamo che ha usato degli ingredienti di agricoltura biologica ed è stato prodotto nel rispetto dell’ambiente e della tradizione.

 

Precauzioni d’uso e conservazione
Per un corretto utilizzo del sapone nero, è consigliabile fare delle prove su piccole porzioni di pelle prima, sia sul corpo che sul viso, per verificare che non sia troppo aggressivo per noi, come può accadere con qualsiasi cosmetico.

È inoltre tassativo rispettare i tempi di posa, che non devono essere lunghi, in particolare sulla pelle del viso, che è comunque più delicata e ha un pH diverso.

Con il guanto è opportuno fare prima movimenti delicati, e strofinare con più vigore soltanto nelle zone di maggiore asperità.

Il prodotto non contiene conservanti, e va tenuto nel suo vaso a chiusura ermetica, al riparo da fonti di calore, infiltrazioni varie che potrebbero causarne l’irrancidimento. Il contenuto va prelevato con mani asciutte e pulite o, meglio ancora, con un’apposita spatola.

Informazioni aggiuntive
Formato 300gr
Pao 12M
Prezzo €40,00

 

ACQUISTA SUL SITO

 

Spero che proverete il sapone nero per capire davvero che prodotto meraviglioso è, emozionandovi anche del fatto che una ricetta così antica è arrivata fino a noi, e ci collega a parti della nostra storia, anche grazie ad aziende come Arangara, che mantengono vive le tradizioni cosmetiche.

Ho iniziato questa presentazione dicendo che uno dei miei sogni è quello di andare in Marocco: posso dire con certezza che utilizzando Nerolissía e chiudendo gli occhi per un istante, ci sono arrivata molto vicina.

 

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